🖋️ Guida Interattiva alla Firma Massiva
Devi firmare o controfirmare decine di PDF o file P7M? Rispondi a tre domande e ti diciamo esattamente come farlo in batch col tuo software, con quante OTP, e se ti conviene cambiare strumento.
1 Che software di firma usi?
Se non lo sai, guarda l'icona sul desktop o nel menu Start. ArubaKey è quello legato al token USB nero.
2 Come firmi: token o OTP?
Se usi una chiavetta USB nera che metti nel PC, è token. Se ricevi un codice via SMS o app, è OTP (firma remota).
3 Che tipo di firma devi apporre?
Per autorizzazioni paesaggistiche e atti complessi, di norma serve la controfirma se il file è già firmato da un altro soggetto (progettista, RUP…).
Procedura passo per passo
📊 Confronto rapido firma massiva
Quanti file puoi firmare con una sola OTP, secondo le specifiche ufficiali dei produttori.
| Software | Drag & drop multiplo | File per una sola OTP | Costo |
|---|---|---|---|
| Aruba Sign | ✓ nativo | illimitato | Gratuito |
| Dike GoSign (free) | ✗ un file alla volta | — | Gratuito |
| Dike GoSign PRO | ✓ sì | max 10 per OTP | ~60 €/anno |
| Firma4NG (Namirial) | ✓ sì | supportata | Gratuito |
| ArubaKey | limitato | dipende dal token | Gratuito col token |
.pdf e mostra la firma direttamente nel documento. È lo standard de facto per atti amministrativi destinati al cittadino.CAdES incapsula qualsiasi file in una busta
.p7m. Obbligatorio per file non-PDF (DWG, XML, ZIP…) e per la controfirma.Parallela: più firme equipollenti sullo stesso documento (es. Sindaco + Segretario sullo stesso atto).
.p7m resta obbligatoriamente in formato CAdES. Non è possibile convertirla in PAdES nello stesso passaggio.La controfirma si applica solo a file in formato
.p7m (CAdES), non ai PDF firmati PAdES.Hai ricevuto un file P7M e vuoi aprirlo?
Questo strumento ti aiuta a firmare. Se invece hai già un file .p7m e devi estrarne il documento originale (PDF, DOCX, XML…), usa il nostro Estrattore P7M: funziona 100% nel browser, nessun dato inviato a server.
Cos'è la firma massiva e perché è fondamentale nella PA
La firma digitale massiva (o firma in batch) è la possibilità di applicare la propria firma digitale qualificata a un insieme di file — decine o centinaia — attraverso un'unica sessione di autenticazione, senza dover ripetere l'inserimento del PIN o del codice OTP per ogni singolo documento. Per un tecnico della Pubblica Amministrazione — responsabile del procedimento, dirigente, istruttore — questa funzionalità non è un optional: è una necessità operativa quotidiana.
Si pensi all'ufficio tecnico di un comune che deve rilasciare un permesso di costruire con venti elaborati grafici allegati, ciascuno già firmato dal progettista in formato .p7m, e su cui il RUP deve apporre la propria controfirma. O alla protocollazione massiva di provvedimenti a fine seduta di giunta. In questi scenari, la differenza tra un software che supporta la firma batch e uno che non la supporta può essere la differenza tra cinque minuti di lavoro e due ore.
Firma digitale qualificata: cenni normativi
In Italia, la firma digitale qualificata è disciplinata dal Regolamento eIDAS (UE) n. 910/2014 e dal Codice dell'Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005, CAD). L'articolo 21 del CAD stabilisce che il documento informatico sottoscritto con firma digitale ha l'efficacia prevista dall'art. 2702 del Codice Civile: fa piena prova fino a querela di falso della provenienza della dichiarazione da chi l'ha sottoscritta.
I certificati di firma qualificata devono essere rilasciati da prestatori di servizi fiduciari qualificati (QTSP) inclusi nella Trust List italiana gestita da AgID. I principali sono Aruba PEC S.p.A., InfoCert S.p.A., Namirial S.p.A., e altri. Il formato della firma (PAdES, CAdES, XAdES) è disciplinato dalle specifiche ETSI.
Formato PAdES: la firma che rimane nel PDF
Il formato PAdES (PDF Advanced Electronic Signature), standardizzato da ETSI EN 319 102 e ETSI TS 103 172, incapsula la firma direttamente all'interno del file PDF. Il documento firmato mantiene l'estensione .pdf e può essere visualizzato con qualsiasi lettore PDF (Acrobat, Foxit, browser moderni) che mostrerà il pannello delle firme. Vantaggi: leggibilità immediata, nessun software aggiuntivo per aprirlo, compatibilità con i sistemi di protocollo informatico della PA. Limite: applicabile solo a file PDF, non a file di altra natura.
Formato CAdES: la firma universale che genera il P7M
Il formato CAdES (CMS Advanced Electronic Signatures), definito da ETSI TS 101 733 ed ETSI EN 319 122, avvolge il documento originale — qualunque esso sia — in una busta crittografica ASN.1/BER. Il file risultante ha l'estensione .p7m (o, in notazione estesa, nomefile.estensione.p7m: ad esempio planimetria.dwg.p7m). La struttura interna contiene il documento originale, la firma digitale, il certificato del firmatario e i riferimenti temporali. Il formato CAdES è obbligatorio quando:
- il file da firmare non è un PDF (DWG, XML, ZIP, DOCX, immagini…);
- si deve apporre una controfirma su un documento già firmato in CAdES;
- si deve apporre una firma parallela su un documento CAdES esistente.
Per aprire un file .p7m ed estrarne il documento originale senza installare software, puoi usare il nostro Estrattore P7M online, che funziona interamente nel browser.
Controfirma vs firma parallela: quando usarle nella PA
La controfirma (o co-firma gerarchica) si applica alla firma precedente, non al documento direttamente. Secondo la struttura CAdES, la controfirma diventa un attributo non autenticato della firma esistente: chi controfirma attesta l'esistenza e la validità della firma precedente, instaurando un rapporto gerarchico. È lo strumento tipico quando il responsabile del procedimento certifica la correttezza di quanto firmato dall'istruttore, o quando un dirigente controfirma l'atto firmato da un funzionario.
La firma parallela (o firma multipla allo stesso livello) aggiunge una firma indipendente allo stesso documento, allo stesso livello delle firme esistenti. Non vi è gerarchia tra i firmatari: tutte le firme hanno pari valore. È lo strumento corretto quando Sindaco e Segretario Comunale firmano lo stesso provvedimento, o quando due RUP di enti diversi devono entrambi sottoscrivere un accordo di programma.
Come scegliere il software giusto per la firma massiva
Aruba Sign è attualmente il software più flessibile per la firma in batch nella PA italiana. Gratuito, scaricabile dal sito pec.it, supporta drag & drop di batch illimitati con una sola OTP. Il wizard interattivo qui sopra ti guida passo per passo nelle procedure specifiche per ogni combinazione software/dispositivo/tipo di firma.
Dike GoSign di InfoCert è molto diffuso, ma nella versione gratuita permette di firmare un solo file per volta. La versione PRO (~60 €/anno) supporta la firma multipla fino a 10 file per OTP — sufficiente per batch ridotti, penalizzante per batch grandi. Con il token fisico il limite dei 10 file non si applica.
Firma4NG di Namirial è un'alternativa gratuita valida, con supporto alla firma multipla e buona interfaccia. Compatibile con i certificati Namirial; verificare la compatibilità con altri provider prima di usarlo per batch critici.