Il 28 ottobre 2026, dopo il via libera della Corte dei conti, l’ARAN e i sindacati hanno sottoscritto in via definitiva il CCNL del Comparto Funzioni Locali 2025-2027: il contratto diventa così pienamente efficace per 403.617 dipendenti di Regioni, Comuni, Province e Camere di Commercio. Aumento medio di 152 euro lordi al mese nei Comuni (141 negli altri enti) su 13 mensilità, arretrati medi 1.136 euro, con pagamento atteso — secondo le previsioni — già con il cedolino di dicembre 2026 e la tredicesima. Vediamo i numeri, quando si incassano aumenti e arretrati, le differenze rispetto all’ipotesi del 21 luglio, come coprire gli aumenti in bilancio (2026-2029) e il nodo della detassazione nella manovra 2027.
Il percorso del rinnovo si è chiuso. Dopo l’ipotesi di accordo siglata il 21 luglio 2026 e la successiva certificazione della Corte dei conti, il 28 ottobre 2026 l’ARAN e le organizzazioni sindacali hanno apposto la firma definitiva sul CCNL del Comparto Funzioni Locali per il triennio 2025-2027. Hanno sottoscritto il presidente dell’ARAN Antonio Naddeo e FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e CSA Regioni Autonomie Locali.
La differenza non è formale: con la sottoscrizione definitiva il contratto diventa pienamente efficace ed esigibile. Da qui discendono gli adempimenti concreti per gli uffici personale e ragioneria: applicazione dei nuovi tabellari, liquidazione degli arretrati e aggiornamento degli istituti normativi.
Fino al 21 luglio c’era un’ipotesi; dal 28 ottobre c’è un contratto vigente. Per gli enti scatta il momento degli adempimenti: nuovi stipendi, arretrati e copertura in bilancio.
Il rinnovo è finanziato con risorse che, a regime dal 1° gennaio 2027, ammontano a circa 989 milioni di euro annui (al lordo degli oneri riflessi), distribuiti in tre incrementi progressivi a decorrere dal 1° gennaio di ciascun anno del triennio.
| Voce | Comuni | Altri enti del comparto |
|---|---|---|
| Aumento medio mensile lordo (13 mensilità) | 152 euro | 141 euro |
| Arretrati medi (calcolati a ottobre 2026) | 1.136 euro (media di comparto) | |
| Platea | 403.617 dipendenti (Regioni, Comuni, Province, CCIAA e altri enti) | |
| Validità | 1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027 | |
Gli importi sono medie di comparto: l’aumento effettivo per il singolo dipendente varia in base all’area e alla posizione economica. Gli arretrati 2025-2026, calcolati fino al 31 ottobre 2026, oscillano a seconda della posizione tra circa 973,93 e 1.235,83 euro lordi (media di comparto ~1.136 euro). Su queste somme una tantum pesa poi il trattamento fiscale degli arretrati, che riduce il netto rispetto al lordo.
Le medie di comparto nascondono differenze sensibili tra le aree. La tabella seguente riporta l’aumento tabellare lordo a regime (dal 1° gennaio 2027), l’aumento complessivo comprensivo dell’indennità di comparto (dal 1° luglio 2027) e una stima del netto mensile. È da qui che arriva il famoso «fino a 154 euro» citato per i Funzionari/EQ.
| Area | Tabellare a regime (dal 1/1/2027) | Con indennità di comparto (dal 1/7/2027) | Netto/mese indicativo* | Arretrati 2025-2026 lordo → netto indic.** |
|---|---|---|---|---|
| Operatori | 108,95 € | 118,69 € | ~ 70–80 € | 973,93 € → ~ 680–740 € |
| Operatori esperti | 113,53 € | 124,63 € | ~ 75–85 € | 1.013,74 € → ~ 710–770 € |
| Istruttori | 127,63 € | 141,02 € | ~ 80–95 € | 1.139,13 € → ~ 800–865 € |
| Funzionari ed EQ | 138,52 € | 154,13 € | ~ 85–100 € | 1.235,83 € → ~ 865–940 € |
Gli importi lordi sono quelli delle tabelle del contratto. Il netto è una stima di massima, ottenuta sottraendo al lordo i contributi previdenziali del dipendente (~8,8%) e l’IRPEF con le addizionali: il valore reale dipende dal reddito complessivo, dalle detrazioni e dalle aliquote comunali/regionali, quindi può scostarsi. Anche il netto degli arretrati è una stima indicativa: gli arretrati (gennaio 2025–ottobre 2026) scontano i contributi previdenziali (~8,8%) e l’IRPEF a tassazione separata — cioè con l’aliquota media del biennio precedente, più bassa di quella marginale, e senza addizionali regionali/comunali. Per questo il netto degli arretrati è proporzionalmente più alto di quello degli aumenti mensili: qui lo abbiamo stimato attorno al 70–76% del lordo. Il valore effettivo dipende dalla posizione fiscale del singolo.
È un’osservazione legittima. Le cifre misurano cose diverse: i valori per area qui sopra sono le voci fisse del rinnovo (stipendio tabellare + indennità di comparto), comprese fra 118,69 e 154,13 euro. La media comunicata dall’ARAN — 152 euro nei Comuni (141 negli altri enti) e un incremento medio pro-capite di 136,61 euro (il +5,4%) — è invece un aggregato «a regime» che riflette la composizione del personale e l’insieme delle risorse del contratto. Le due letture non vanno confrontate 1:1; il famoso «fino a 154 euro» è il massimale dei Funzionari/EQ, non una media.
È la domanda che si fanno tutti. Gli aumenti maturano a tranche — una prima quota dal 1° gennaio 2025, una rideterminazione dal 1° gennaio 2026 e il valore pieno dal 1° gennaio 2027 — ma vengono materialmente erogati solo dopo la firma definitiva, cioè ora.
La tempistica più indicata è il cedolino di dicembre 2026, in coincidenza con la tredicesima: in quella mensilità molti enti dovrebbero liquidare i nuovi importi e gli arretrati maturati da gennaio 2025. Qualche amministrazione potrebbe anticipare già a novembre.
«Dicembre» è una previsione, non una data fissata dal CCNL. Il pagamento effettivo dipende dai tempi di adeguamento dei cedolini di ciascun ente (aggiornamento del software stipendiale — NoiPA per gli enti che lo utilizzano — capienza dei capitoli, chiusura degli adempimenti): tra enti diversi la mensilità di accredito può variare.
Il testo definitivo ricalca quasi integralmente l’ipotesi del 21 luglio. Emergono però due modifiche sostanziali che conviene conoscere, soprattutto negli enti senza dirigenza.
È stata eliminata la clausola che consentiva agli enti di destinare fino al 10% delle capacità assunzionali non utilizzate al finanziamento del salario accessorio delle Elevate Qualificazioni. La ragione dello stralcio: un CCNL non può dettare regole che incidono sull’utilizzo delle facoltà assunzionali dell’ente.
L’art. 23, comma 8 è confermato: gli enti privi di dirigenza possono continuare a utilizzare risorse aggiuntive di bilancio per riconoscere le responsabilità apicali. Cambia la via dell’art. 20 c.7, non la possibilità di valorizzare le EQ.
Per la disciplina collegata alle ferie è stata introdotta la precisazione che la relativa indennità si applica soltanto a decorrere dal 1° gennaio 2027: da quella data inizierà a gravare sul Fondo delle risorse decentrate.
È il passaggio che interessa direttamente ragioneria e segretari. La copertura degli oneri segue una logica diversa a seconda dell’annualità.
| Annualità | Come si copre |
|---|---|
| Arretrati anni pregressi | Dalle risorse accantonate nel risultato di amministrazione per i rinnovi contrattuali (già in parte applicate dopo il CCNL 2022-2024). |
| 2026 (competenza) | Le maggiori spese trovano copertura negli stanziamenti dell’esercizio, adeguando i capitoli retributivi e quelli degli oneri a carico dell’ente. |
| 2027 | Gli aumenti, ormai definiti, vanno finanziati direttamente sui pertinenti capitoli della spesa di personale, senza un separato accantonamento nella Missione 20. |
| 2028-2029 | Gli enti devono prevedere gli opportuni accantonamenti per i futuri rinnovi nella Missione 20, nelle more della relativa sottoscrizione. |
La contrattazione decentrata va riallineata al nuovo CCNL: Fondo risorse decentrate, EQ e nuovi istituti incidono sui tavoli già aperti. Conviene verificare subito capitoli e costituzione del Fondo prima di chiudere gli assestamenti.
Accanto al contratto corre la Legge di Bilancio 2027, appena varata dal Consiglio dei ministri, che tocca indirettamente le buste paga. Qui però il quadro è ancora in via di definizione e va seguito nel passaggio parlamentare.
Secondo le ricostruzioni di stampa, la manovra 2027 prevede una tassazione agevolata sugli aumenti dei rinnovi contrattuali e sul salario accessorio. Due i punti aperti che riguardano da vicino i dipendenti pubblici:
Finché la legge di bilancio non è approvata in via definitiva, cifre, aliquote e platea possono cambiare. Quello che oggi è certo è il contratto (aumenti e arretrati); la detassazione è una variabile da verificare sul testo definitivo della manovra.
Per gli uffici il messaggio operativo è doppio. Sul certo: chiudere in fretta gli adempimenti — nuovi tabellari, arretrati, costituzione del Fondo e allineamento della contrattazione decentrata — perché i numeri sono definiti e la copertura 2026/2027 ha regole precise. Sull’incerto: non promettere ai colleghi una detassazione degli aumenti finché la manovra non è legge, proprio perché sul punto «statali» il quadro è ancora aperto. La prudenza, qui, è parte del servizio.
Le cifre di questo articolo sono tratte dai comunicati ARAN e dalla stampa specializzata di settore; per gli importi puntuali per area e posizione economica fanno fede le tabelle stipendiali allegate al contratto. ⚠ Attenzione a non confondere il testo dell’ipotesi (21 luglio) con il testo definitivo (28 ottobre): le differenze sono spiegate al § 3.