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⚖ Giurisprudenza & interpretazione · Acquisizione ex art. 31

Acquisizione al patrimonio comunale: regge o cade sulla notifica dell’ordine di demolizione

Quando l’acquisizione gratuita ex art. 31 DPR 380/2001 tiene in giudizio e quando viene annullata? Due sentenze del Consiglio di Stato del 2026, a esiti opposti, indicano lo stesso spartiacque: la notifica dell’ordine di demolizione. Con la notifica valida l’acquisizione è blindata — non la scalfiscono né il ritardo di anni né la mancata notifica del verbale di inottemperanza (Cons. Stato Sez. IV n. 5900/2026). Senza una notifica perfezionata, invece, l’intera catena crolla e la «conoscenza di fatto» dell’abuso non basta a sostituirla (Cons. Stato Sez. VII n. 5153/2026).

📅 29 settembre 2026 ⚖ Cons. Stato n. 5900/2026 e n. 5153/2026 📖 art. 31 DPR 380/2001 · Ad. Plen. 16/2023
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In questa pagina

  1. Il nodo: due sentenze, un solo spartiacque
  2. La sequenza tipizzata dell’art. 31
  3. 5900/2026: con la notifica l’acquisizione è blindata
  4. 5153/2026: senza notifica crolla tutto
  5. Conoscere l’abuso non è conoscere l’ordine
  6. Cosa incide sulla validità e cosa no
  7. Vademecum per l’ufficio tecnico
  8. Scarica le sentenze

1. Il nodo: due sentenze, un solo spartiacque

L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale è l’esito naturale dell’inottemperanza all’ordine di demolizione: chi non demolisce entro 90 giorni perde di diritto il bene e l’area di sedime. Su questo automatismo il contenzioso è costante, e la domanda pratica è sempre la stessa: di quali passaggi ha davvero bisogno l’acquisizione per reggere?

Due pronunce del Consiglio di Stato depositate nell’estate 2026, con esiti opposti, convergono su un’unica risposta. La n. 5900/2026 respinge il privato e conferma un’acquisizione adottata a 9 anni di distanza dall’ordine; la n. 5153/2026 respinge invece il Comune e annulla l’acquisizione. La differenza non sta nella gravità dell’abuso, né nel tempo trascorso: sta nella notifica dell’ordinanza di demolizione, unico vero presupposto di validità dell’intera catena sanzionatoria.

La tesi in una riga

L’acquisizione ex art. 31 DPR 380/2001 vive o muore con la notifica dell’ordine di demolizione: se la notifica è valida, tutto il resto (verbale di inottemperanza, tempi, imprecisioni catastali) è secondario; se la notifica manca, non c’è nulla da salvare.

2. La sequenza tipizzata dell’art. 31

L’acquisizione non è un atto discrezionale: è l’ultimo anello di una sequenza rigidamente tipizzata che la sentenza 5153/2026 elenca senza margini interpretativi:

  1. emissione dell’ordinanza di demolizione;
  2. notifica al destinatario;
  3. decorso del termine di 90 giorni dalla notifica;
  4. accertamento dell’inottemperanza;
  5. acquisizione gratuita al patrimonio comunale.

La cornice di riferimento è l’Adunanza Plenaria n. 16/2023, richiamata da entrambe le sentenze: l’inottemperanza è un illecito omissivo propter rem, distinto dall’abuso originario; l’atto di acquisizione ha natura dichiarativa e comporta l’acquisto ipso iure del bene alla scadenza del termine di 90 giorni fissato con l’ordinanza di demolizione. Proprio perché l’effetto è automatico, tutto si concentra sul suo unico presupposto formale: che l’ordine di demolizione sia stato regolarmente notificato al proprietario.

3. Cons. Stato 5900/2026: con la notifica, l’acquisizione è blindata

Il Comune di Scanzano Jonico (MT) aveva ordinato nel 2014 la demolizione di manufatti abusivi e, solo nel 2023 — nove anni dopo — aveva disposto l’acquisizione di oltre 40.000 mq di terreno. I proprietari impugnavano lamentando: la mancata previa notifica dell’accertamento di inottemperanza, il tempo abnorme trascorso, l’imprecisione su una particella nel frattempo soppressa, l’invio del provvedimento a un soggetto che aveva già venduto la sua quota.

Il Consiglio di Stato respinge l’appello punto per punto. Il passaggio cardine riguarda il ruolo del verbale di accertamento dell’inottemperanza:

«Il formale accertamento dell’inottemperanza all’ingiunzione ha, però, solo valenza di titolo per l’immissione in possesso nonché per la trascrizione nei registri immobiliari e la sua notifica all’interessato ha un’esclusiva funzione certificativa dell’avvenuto trasferimento del diritto di proprietà […] con la conseguenza della non decisività della sua previa notifica agli interessati.» Cons. Stato, Sez. IV, n. 5900/2026 (richiama Cons. Stato Sez. VI n. 10033/2023)

Ne discende che l’effetto acquisitivo si è già prodotto ex lege con l’inutile decorso dei 90 giorni dalla notifica dell’ordine: il verbale di inottemperanza e la sua notifica servono a trascrivere e a immettere nel possesso, non a far nascere l’acquisto. Da qui il rigetto di tutte le altre censure:

Per l’ufficio tecnico

Se l’ordinanza di demolizione è stata notificata correttamente e i 90 giorni sono decorsi, l’acquisizione è solida anche se adottata molto tempo dopo, anche con imperfezioni catastali o di recapito del verbale: sono profili non decisivi.

4. Cons. Stato 5153/2026: senza notifica valida, crolla tutto

Il rovescio della medaglia arriva dallo stesso Consiglio di Stato, con la Sez. VII. Il Comune di Giugliano in Campania aveva demolito — sulla carta — l’intero iter: ordinanza, verbale di inottemperanza, determina di acquisizione. Ma la notifica dell’ordine di demolizione, tentata ai sensi dell’art. 140 c.p.c., non si era perfezionata (destinatario «sconosciuto» al primo accesso, adempimenti successivi incompleti). Il TAR aveva annullato l’acquisizione; il Comune appellava.

Il Consiglio di Stato respinge l’appello del Comune con una motivazione lineare:

«Nel caso di specie la notifica dell’ordinanza […] non si è perfezionata; tale circostanza è ormai definitiva; ne consegue l’impossibilità giuridica di far decorrere il termine di 90 giorni. È quindi assente il presupposto stesso dell’inottemperanza.» Cons. Stato, Sez. VII, n. 5153/2026

Il ragionamento è l’esatto specchio della 5900: se la notifica non si perfeziona, il termine di 90 giorni non decorre; senza decorso del termine non c’è inottemperanza; senza inottemperanza non c’è l’illecito omissivo che fa scattare l’acquisto ipso iure. Il collegio ricorda inoltre il principio consolidato che vale come monito per ogni ufficio:

«Affinché un bene immobile abusivo possa formare legittimamente oggetto dell’ulteriore sanzione costituita dall’acquisizione gratuita al patrimonio comunale […] occorre che il presupposto ordine di demolizione sia stato notificato a tutti i proprietari […]; se i proprietari siano più di uno, esso deve essere notificato a tutti, atteso che non sarebbe possibile una spoliazione solo pro quota.» Cons. Stato Sez. II n. 7008/2020, richiamata da Cons. Stato Sez. VII n. 5153/2026

5. Conoscere l’abuso non è conoscere l’ordine

Il punto più insidioso della 5153/2026 riguarda la tentazione — frequente negli uffici — di sostituire la notifica formale con la «conoscenza di fatto». Il Comune sosteneva infatti che il proprietario sapeva dell’abuso: era imputato in un parallelo processo penale per gli stessi manufatti, aveva la disponibilità materiale del bene, era stato persino condannato. Argomenti respinti in blocco.

Attenzione — l’errore da non commettere

La conoscenza dell’abuso edilizio attiene a un illecito diverso (la realizzazione dell’opera). L’acquisizione presuppone invece un distinto illecito omissivo: la mancata ottemperanza a un ordine formalmente notificato. La «conoscibilità» di fatto non sostituisce la notifica: la conoscenza richiesta è necessariamente formale e legale, non presunta.

Come sintetizza la sentenza, equiparare la conoscenza dell’abuso alla conoscenza dell’ordine è «giuridicamente errato»: contrasta con la natura sanzionatoria dell’acquisizione, elide le garanzie procedimentali e viola il principio di legalità e tipicità delle sanzioni amministrative. Nemmeno una condanna penale per lo stesso abuso prova l’avvenuta notifica dell’ordine demolitorio.

6. Cosa incide sulla validità e cosa no

Elemento Incide sulla validità dell’acquisizione? Fonte
Notifica valida dell’ordine di demolizione SÌ — presupposto indispensabile 5153/2026; 7008/2020
Notifica a tutti i comproprietari SÌ — niente spoliazione pro quota 5153/2026
Decorso dei 90 giorni dalla notifica SÌ — fa nascere l’acquisto ipso iure Ad. Plen. 16/2023
Previa notifica del verbale di inottemperanza No — funzione solo certificativa 5900/2026
Tempo trascorso (anche molti anni) No — l’acquisto è già avvenuto 5900/2026
Imprecisioni catastali (particella soppressa) No, se area individuabile da mappa 5900/2026
Conoscenza «di fatto» dell’abuso No — non sostituisce la notifica 5153/2026

7. Vademecum per l’ufficio tecnico

La lettura combinata delle due sentenze offre indicazioni operative precise a chi istruisce le pratiche sanzionatorie in edilizia.

E per il privato: dove ci si difende davvero

Impugnare l’acquisizione per soli vizi procedimentali è una strada quasi sempre chiusa (l’effetto è automatico). Il terreno di difesa è a monte: contestare tempestivamente l’ordine di demolizione nei termini, oppure eccepire il mancato perfezionamento della notifica — l’unico vizio che, come nel caso 5153/2026, travolge l’intera catena.

8. Scarica le sentenze

📄
Consiglio di Stato, Sez. IV — Sentenza n. 5900/2026
Deposito: 20 luglio 2026 · R.G. 3572/2025 · Comune di Scanzano Jonico
Tema: acquisizione blindata dalla notifica valida — verbale di inottemperanza a funzione certificativa
RESPINGE il privato (acquisizione confermata)
⬇ Scarica il testo integrale (PDF)
📄
Consiglio di Stato, Sez. VII — Sentenza n. 5153/2026
Deposito: 26 giugno 2026 · R.G. 4484/2024 · Comune di Giugliano in Campania
Tema: senza notifica perfezionata dell’ordine l’acquisizione è illegittima — la conoscenza di fatto non basta
RESPINGE il Comune (acquisizione annullata)
⬇ Scarica il testo integrale (PDF)

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Analisi a cura di Geom. Christian Parenti, libero professionista e Responsabile del Procedimento presso il Comune di Invorio (NO). Membro di Commissione Locale del Paesaggio. Le informazioni hanno scopo divulgativo; per casi specifici consultare un professionista abilitato.